N. 117 - Marzo 2010
di Redazione   

Apertura
C’è prete e prete. Incontri con Camillo De Piaz
di Giuseppe Gozzini

Persuasioni
Una società senza conoscenza di Carlo Donolo - Gli ignoranti al potere di Stefano Laffi - Dalla Puglia: qualcosa che riguarda tutti di Franco Cassano - Il bandolo del futuro di Nichi Vendola incontro con Alessandro Leogrande - A Rosarno, il modello californiano di Mimmo Perrotta - No Tav, ostinatamente di Giorgio Morbello - Haiti: il terremoto perfetto di Renato Novelli - Gli aiuti umanitari di Antonio Caponi - Un viaggio in Armenia di Graziano Graziani - Questione agraria e capitalismo di Samir Amin incontro con Giuliano Battiston

Arte e parte
Considerazioni sulla radio
di Marino Sinibaldi incontro con Goffredo Fofi - Il cinema di Mike Leigh di Gianni Volpi - Mai mentire... Incontri torinesi di Mike Leigh - Due o tre cose che so di Teheran di Nader T. Homayoun incontro con Marco Dalla Gassa - “Les enfants du paradis” di Salvatore Mannuzzu incontro con Sante Maurizi

Bilbolbul 2010

Complotti e incidenti notturni di David B. incontro con Emilio Varrà - Diario di un vizio di Paolo Bacilieri incontro con Edo Chieregato - L’importanza dell’amicizia di Emmanuel Guibert incontro con Francesco Boille


Opere/giorni

Il Gesù dei moderni di Fabio Milana - Wilcock, Busi, Bernhard: la società letteraria e i suoi riti di Nicola Lagioia - Camus nei ricordi di Jean Daniel di Goffredo Fofi - Alan Lomax ad Haiti di Simone Caputo - Giacopini e Charlie Parker di Piergiorgio Giacchè - In morte di J. D. Salinger di Marisa Bulgheroni - La farfalla e l’acchiappa-bambini di Lorenzo Pavolini - Isherwood oltre gli anni trenta di Paolo Bertinetti - Jessica Hausner da Lourdes di Emiliano Morreale - L’Italia di Verdone e di Virzì di Goffredo Fofi

Letto, visto, ascoltato
Ricordo di Beniamino Placido / Derek Walcott / Rosa Matteucci, Lodovico Terzi, François Bégaudeau, Michel Tournier / Ryszard Kapuscinski / Taniguchi Jiro / Janos Reitman / A_Spirale e Weltraum, Beach House

La copertina e le illustrazioni di questo numero sono di Leila Marzocchi

 
Giovani o vecchi, gli ignoranti al potere
di Stefano Laffi   

Antefatto
Un giorno, circa dieci anni fa, conobbi un curatore di immagine. Non immaginavo cosa volesse dire, lui si occupava di manager, attori e uomini politici, in sostanza li costruiva e li teneva in piedi. Veniva dal marketing, manco a dirlo, era cresciuto perfezionando le tecniche di analisi previsionale sulla vendita dei prodotti, lavorava sulle tendenze socioculturali per dire che cosa si sarebbe venduto nei successivi sei mesi, faceva delle suggestive associazioni come quella fra il senso di paura diffuso e la necessità di dare forme arrotondate alle automobili.

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Il bandolo del futuro
di Nichi Vendola   

incontro con Alessandro Leogrande 

Le primarie pugliesi sono state un importante crocevia della storia recente del centrosinistra. Più che la vittoria di Vendola, ha sorpreso la totale incapacità dei vertici nazionali e locali del Pd (da D’Alema a Emiliano, al competitor Boccia) di cogliere la profonda rottura con la propria base elettorale. Di capire che la distinzione tra sinistra moderata e radicale non aveva alcun senso, e che una parte estesa di Puglia (abbastanza trasversale per ceto sociale, livello culturale, provincia di appartenenza) in questi mesi aveva continuato, e tuttora continua, a riconoscersi in un’esperienza di buona amministrazione regionale, percepita come concretamente riformista.

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Un medium molto vitale
di Marino Sinibaldi   

incontro con Goffredo Fofi

Nominato di recente direttore del terzo programma radiofonico della Rai, Marino Sinibaldi, che vi lavora da anni e vi ha animato una trasmissione notissima dedicata ai libri, “Fahrenheit”, ha discusso e proposto con i suoi collaboratori un nuovo palinsesto, ricco di novità non solo inerenti la produzione culturale, anche in funzione di una miglior conoscenza dei problemi del mondo nei difficili anni che stiamo attraversando. Abbiamo voluto parlare con lui della paradossale vitalità di un mezzo “vecchio” come la radio.

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No Tav, ostinatamente
di Giorgio Morbello   

Un freddo cane: sotto zero di sicuro. Non è alta montagna, ma le montagne sono lì, tutte attorno alla città di Susa, alte, massicce e bianche e spingono giù l’aria gelida di neve. Ma nonostante la “bisa”, come si chiama da queste parti l’aria gelata, sono 40.000 i valsusini che il 23 gennaio manifestano di nuovo contro la Tav nella loro valle. Tante gente così non se lo aspettava nessuno, neppure gli organizzatori. Se li si guarda bene, non c’è dubbio: è un corteo di popolo, di gente. Vecchi, giovani e bambini, belli e brutti, ecologisti e leghisti, autonomi e agricoltori, teorici della decrescita e pratici del proprio orto. Tutti quelli che abitano, frequentano, amano la Valle non vogliono il proprio territorio devastato da trincee, cemento, opere, convogli che sfrecciano, muri di contenimento, sottopassaggi:

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In morte di Salinger
di Marisa Bulgheroni   

Il giovane Holden arrivò in Italia in incognito. Puntualmente nel 1952, un anno dopo il successo negli Stati Uniti, l’editore Gherardo Casini di Roma lo pubblicò con il titolo Vita da uomo, nella traduzione di Jacopo Darca. Incredibilmente cadde nel silenzio – l’Atlantico era immenso – ma circolò come un libro fantasma, se io che lo cercavo, lo trovai negli scaffali della biblioteca Usis di via Bigli a Milano, nel febbraio 1959, prima di partire per New York alla ricerca di nuovi romanzieri americani.

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