N. 116 – Febbraio 2010
di Redazione   
Apertura
L’ultimo canale di Italo Calvino

Persuasioni
Sguardi obliqui sul sociale di Carlo Donolo - Dopo Rosarno. Considerazioni e previsioni di Alessandro Leogrande - Schiavi di Calabria di Renato Novelli - Diritti civili, zero di Giacomo Panizza, a cura di Raffaella Cosentino - Morte di un leader di Sher Khan, con una nota di Alessandro Leogrande - Noi bianchi e i neri di John Steinbeck - Destino del capitalismo di Prem Shankar Jha, incontro con Giuliano Battiston - Finanza ed economia secondo Marazzi di Benedetto Vecchi

Orizzonti
Presentazione
di Jacques Ellul - Un pensatore inclassificabile di Patrick Troude-Chastenet - La tecnica come rischio del secolo di Antonio Airoldi - Per un etica rinnovata di Jacques Ellul - Il testamento di Ivan Illich di Fabio Milana

 

Arte e parte
Poesie di Warsan Shire a cura di Paola Splendore - Case tedesche di Fabrizia Ramondino, a cura di Valentina Di Rosa - L’uomo che verrà di Giorgio Diritti - Prima e dopo la strage di Goffredo Fofi - Marzabotto anni ottanta di Giulio Marcon - La bocca del lupo di Pietro Marcello - Elogio del sottoproletariato di Goffredo Fofi - San Marcellino, Genova di Danilo De Luise - Sull’opera di Ciprì e Maresco di Nicola Lagioia - Dalle parti di Baarìa di Giuseppe Tornatore, incontro con Emiliano Morreale

Opere/giorni
Lo sguardo lontano di Lévi-Strauss di Piergiorgio Giacchè - I sentieri della nonviolenza di Duccio Zola - Le “tecniche” di Capitini di Maria Grazia Rioli - Le “scintille” di Gad Lerner di Marcello Benfante - Le domande dei fratelli Coen di Goffredo Fofi - “Welcome” a Calais di Emiliano Morreale - I giovani di Silvia Ballestra di Costantino Cossu - Musica italiana dei nostri giorni di Lorenzo Maffucci - Premio “Lo straniero” 2009

Letto, visto, ascoltato
Romano Bilenchi, Ernesto Sábato, Cormac McCarthy, Mathias Énard / Franco Buffoni / Thomas Bernhard, Piero Brunello / Woody Allen, Gioberto Pignatelli, Sergio Rubini, Duncan Jones, Luc Dardenne / Matteo Terzaghi e Marco Zürcher / H.G. Oesterheld e Alberto Breccia, John Ortved


La copertina e le illustrazioni di questo numero sono di Simone Massi.

 
Considerazioni sullo stato della società italiana. 2
di Carlo Donolo   

Da dove cominciare?
Per capire meglio la natura della crisi attuale come crisi cognitiva del Paese (cfr. “Lo straniero” n. 114/115) sarebbe utile poter parametrare alcuni aspetti sociali: i tipi e la scala dei diversi gruppi sociali che si sono andati riconfigurando nel corso degli anni della seconda repubblica. Abbiamo attraversato alti e bassi economici, ma nell’insieme la crescita del pil è stata più modesta che altrove. Ed è stata accompagnata da una produttività del lavoro declinante.

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Dopo Rosarno
di Alessandro Leogrande   

Nessuno aveva previsto la rivolta dei braccianti di Rosarno. Non l’avevano prevista in Calabria, né altrove. E ha sorpreso, per l’intensità, anche chi ha visto in questi anni accumularsi nel sotto-mondo dei braccianti stranieri tensioni, sfruttamento, ingiustizie varie, alienazione senza che una miscela tanto esplosiva detonasse. Ora la detonazione c’è stata, e non riguarda solo la Piana di Gioia Tauro, un paese di sedicimila abitanti che fonda la propria economia sulla produzione di agrumi e i duemila africani che ne costituiscono la forza-lavoro sottopagata. Riguarda l’interno Mezzogiorno d’Italia. È un fuoco, quello rosarnese, che potrebbe propagarsi anche altrove. E riaccendersi, allo stesso modo, improvvisamente.

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L’uomo che verrà. Un film su Monte Sole
di Giorgio Diritti   

Alcuni anni fa è iniziato un lungo lavoro di ricerca per realizzare un film che narrasse il dramma della strage avvenuta sull’Appennino bolognese nelle borgate circostanti il Monte Sole, nei comuni di Marzabotto, Vado-Monzuno e Grizzana-Morandi, conosciuta nella cultura comune e scolastica come la strage di Marzabotto. Un eccidio cruento e di particolare ferocia in cui vennero annientate circa 770 persone, per la maggior parte donne, bambini e anziani. L’approccio a un film di tale importanza storica non è stato semplice.

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Noi bianchi e i neri
di John Steinbeck   

Sono per me fonte di continua meraviglia le qualità che noi ci aspettiamo dai neri. Nessuna razza ha mai offerto così tanta stima a un’altra. Ci aspettiamo che i neri siano più saggi di noi, più tolleranti di noi, più coraggiosi, più dignitosi di noi, più controllati e autodisciplinati. Richiediamo a loro perfino più talento di quanto ne chiediamo a noi stessi. Un nero dev’essere dieci volte più dotato di un bianco, per ricevere uguale riconoscimento. Ci aspettiamo che i neri siano più resistenti di noi nelle competizioni atletiche, che siano più coraggiosi nella sconfitta, che possiedano un maggior senso del ritmo e più versatilità nella musica e nel ballo, che riescano a controllare maggiormente le emozioni (nel recitare) a teatro.

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La bocca del lupo. A Genova
di Pietro Marcello   

Un lavoro importante per la mia formazione è stato Il passaggio della linea (2007), un piccolo film ferroviario sui treni espressi che attraversavano la penisola nella notte. Ero spinto dalla necessità, ma forse è meglio dire dal desiderio, di raccontare attraverso le immagini, la memoria visiva di questi vecchi treni, oggi quasi del tutto scomparsi per lasciare spazio alla nuova modernità dei trasporti su rotaie. Fino allora non avevo mai immaginato di poter realizzare qualcosa che non partisse da me, dal mio sentire e guardare il mondo reinterpretando la realtà.

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