Marzo - N. 177
Scritto da Redazione   

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Apertura
Tre poesie di T. S. Eliot
traduzione di Eugenio Montale

Persuasioni
Da Parigi: non uccidere
di Piergiorgio Giacchè - Libertà e responsabilità della letteratura di Giancarlo Gaeta- Una lettura politica di Houellebecq di Alessandro Leogrande - Clima e austerity neoliberista di Naomi Klein incontro con Gianfranco Bettin e Beppe Caccia - In Grecia, una salutare ribellione di Saskia Sassen incontro con Giuliano Battiston - Fare come Tsipras di Giulio Marcon - Dal Cairo, nel nuovo anno di Neliana Tersigni - Il partito della nazione di Francesco Ciafaloni - C’era una volta la finanza vaticana di Iacopo Scaramuzzi - Torino e la seconda lacrima di Giorgio Morbello - No-Tav, una valle di traverso di Enzo Ferrara

Arte e parte
Sogni e dubbi negli Usa
di Amitav Ghosh incontro con Simona Cappellini - Città, memoria, identità di Teju Cole incontro con Simona Cappellini - Perché, e altre poesie di Philip Schultz a cura di Paola Splendore - Due poesie romane di Durs Grünbein a cura di Piero Salabè - Cinema Zenith di Andrea Bruno incontro con Emilio Varrà - L’orso Ricci visto da vicino di Anke Feuchtenberger

Opere e giorni
Renzo Piano nelle periferie
di Giacomo Borella - Traverso e la modernità ebraica di Gabriele Fichera - Un favoloso giovane, Grotowski di Attilio Scarpellini - Houellebecq che legge nel futuro di Nicola Lagioia - Come raccontare il cinema di Paolo Mereghetti - Il pappagallo di Julian Barnes di Sara Honegger - Ricordo di Pedro Lemebel di Jaime Riera Rehren

Letto, visto, ascoltato
Aberrahmane Sissako / Stefano Massini / Maurizio Torchio, Nadia Terranova, Francesca Matteoni, Maylis De Kerangal, Israel J. nSinger / Alfredo Casiglia e altri

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Non uccidere
Scritto da Piergiorgio Giacchè   

Charlie è un nome che ci siamo dati o ci siamo detti tutti, quando i “botti” dell’inizio dell’anno hanno letteralmente attentato alla nostra inerzia e infine ignavia quotidiana. Gli assalti assassini di Parigi hanno prodotto una mobilitazione emotiva per una volta più sorprendente degli atti criminali e dei fatti tragici che l’hanno innescata: l’insensatezza dell’uccidere conta più della paura di morire, se è vero che spinge la gente a muoversi ancor più di commuoversi, radunandosi in spontanee veglie di lutto e di indignazione nella piazza (non certo scelta a caso) de la République, a partire dalla prima sera e dalla prima strage. Una reazione di immediata protesta per l’attentato ma ancora di più per l’assassinio del “senso”, ha sovrastato sia il dolore che il terrore, motivando l’improvvisa presenza e coscienza di una folla che ancora stupisce, nel ricordo, ogni singolo individuo che ne ha fatto parte. Una folla che ha preso corpo ma soprattutto si è fatta anima di qualcosa di morale e di corale, che si credeva e si voleva sepolto sotto l’inerzia del ritmo individuale e dietro l’ignavia del limbo globalizzato in cui viviamo; una folla per una volta “non solitaria” si è assembrata ed è sembrata l’antidoto di una follia che pure ci abita e ci divora tutti, quando ciascuno si vede individuo e si vive diviso e si crede diverso.

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Clima e austerity neoliberista
Scritto da Naomi Klein   

incontro con Gianfranco Bettin e Beppe Caccia

Incontriamo Naomi Klein a Venezia, a margine dell’evento di presentazione dell’edizione italiana del suo ultimo libro, Una rivoluzione ci salverà. Perché il capitalismo non è sostenibile (Rizzoli, pagine 735), traduzione forse non adeguata dell’originale, e più incisivo e pregnante, This Changes Everything. Capitalism vs. Climate.

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Le periferie di Renzo Piano
Scritto da Giacomo Borella   

G124 è il nome della stanza al primo piano di Palazzo Giustiniani a Roma assegnata al senatore a vita Renzo Piano. Da essa prende il nome il Gruppo Renzo Piano G124, istituito dal celebre architetto genovese a seguito della sua nomina disposta dal super “migliorista” presidente Napolitano nell’agosto 2013. Il fascicolo Periferie, diario del rammendo delle nostre città, distribuito insieme al quotidiano “Il sole 24ore” e scaricabile online, è il resoconto dei suoi primi quindici mesi di attività.

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C’era una volta la finanza bianca
Scritto da Iacopo Scaramuzzi   

L’11 settembre del 2001 due aerei dirottati dai terroristi di al Qaeda si schiantarono contro le torri gemelle del World Trade Center, a New York, e in quel momento la globalizzazione investì la Chiesa cattolica. L’effetto, in Vaticano, fu chiaro solo svariati anni dopo, ma non per questo fu meno dirompente.
Come una slavina, vari organismi internazionali adottarono nuove normative per contrastare il finanziamento del terrorismo.

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Houellebecq che legge nel futuro
Scritto da Nicola Lagioia   

Michel Houellebecq è uno scrittore di idee – toccato dall’esistenzialismo quando è al suo meglio, e dai romanzi a tesi quando si allontana dall’urgenza che ce lo fa sentire amico persino se siamo in disaccordo con lui. L’idea alla base di Sottomissione è geniale quanto a forza destabilizzante, ma è pure la risorsa migliore del libro. Per chi ama i romanzi che fanno dell’ambiguità, della complessità, della contradditorietà la propria forza, non è un limite da trascurare.

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