N. 143 - Maggio 2012
di Redazione   

Apertura
Generazioni di Norberto Bobbio, Manlio Rossi-Doria

Persuasioni
Tra Seconda e Terza Repubblica di Gianfranco Bettin - “Calcando i buoni e sollevando i pravi” di Francesco Ciafaloni - Dalla tecnica alle gaffes di Carlo Donolo - Noi fuorilegge: gli immigrati di Marco Carsetti - Lettera a mia madre dall’esilio di Hama Tuma - Ancora su braccianti e contadini di Mimmo Perrotta - Navi, soldati e pirati di Vanessa Azzeruoli e Devi Sacchetto - Torino, città modello di Giorgio Morbello - Lettera da Altamura di Gemma Bianca Adesso e Michele Sardone

Orizzonti
Il ’900 di Tony Judt

Appunti per una biografia intellettuale di Umberto Gentiloni - Lo chalet della memoria di Mariuccia Salvati - Tra gli intellettuali francesi di Marco Bresciani - L’inganno della tecnologia di Jacques Ellul, a cura di Enzo Ferrara

Arte e parte

Il razzismo in Svezia
di Gellert Tamas, incontro con G. Fofi e A. Leogrande
La letteratura in tempo di crisi
“Io te ne faccio dono”
di Giorgio Fontana - Parole al vento di Vittorio Giacopini - Chi sono i nemici di Nicola Lagioia - Né eroi né giullari di Antonio Tricomi - Immaginare di Emiliano Morreale - Zone d’ombra di Alessandro Leogrande - È la cultura che è in crisi di Stefano Velotti
Statue di terra e altre poesie di Fabio Franzin

Opere/giorni
Nadia Urbinati sulla democrazia
di Mariuccia Salvati - Piero Gobetti editore di Goffredo Fofi - “Diaz”, un film senza storia di Alessandro Leogrande - Miseria del cinema politico di Goffredo Fofi - Gli 80 anni di Fernando Bandini di Fabio Pusterla - I bambini rapiti di Carola Susani di Sara Honegger - Un romanzo in versi sui giovani di Nicola Villa - Maria Attanasio, dalla Sicilia di Marcello Benfante
Ricordo di Elio Pagliarani

Letto, visto, ascoltato
Friedrich Dürrenmatt / Ann Hui, Paolo e Emilio Taviani / Ginevra Bompiani, Stephen Kelman / Franco Ferrarotti, Uwe Pörksen, Stefano Gallo, Claudia Mancina e Mario Ricciardi, Margherita Hack, Umberto Veronesi e altri

La copertina di questo numero è di Blexbolex; le illustrazioni sono di Cristina Portolano

 
Tra Seconda e Terza Repubblica
di Gianfranco Bettin   
La Seconda Repubblica finisce tra gli scandali, in Italia e in Padania. Quella che nasce non si sa bene cosa sia. Non si sa neanche se sarà una vera Repubblica, questa Terza incipiente. è tale, infatti, la diffidenza che gran parte degli attuali governanti di transizione e i loro numi tutelari europei sembrano provare verso la “res publica”, verso la dimensione pubblica dei beni, dei servizi, delle risorse, delle opere, e verso lo stesso carattere partecipato e autodeterminato di ogni istituzione locale e nazionale, che viene da dubitare della reale natura dell’istituzione a venire.
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“Calcando i buoni e sollevando i pravi”
di Francesco Ciafaloni   
Veramente qui si tratta della politica del governo in carica; si tratta di poveri e di ricchi, non di buoni e di pravi. Non sempre, si dirà, la dimensione morale e quella economica sono sovrapponibili. Ma, se si tratta di questioni macroeconomiche, politiche, la capacità di fare il male dei poveri è praticamente nulla.
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Parole al vento
di Vittorio Giacopini   

Una Weimar dello spirito o il Circo Oklahoma
Si scrive ma è come spedire una lettera senza destinatari né indirizzo. Messaggi nella bottiglia, parole al vento. Tra l’atto del pensiero, il lavoro di scrittura, e il (minuscolo) pubblico destinato ad accogliere queste deliberatamente provvisorie ruminazioni, lo scarto potrebbe rivelarsi incolmabile. È comico, volendo, anzi ridicolo. È vero, il tempo non sta mai fermo, però oggi l’accelerare delle situazioni rende abbastanza improbabili profezie, mediocri congetture, divinazioni.

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Appunti per una biografia intellettuale
di Umberto Gentiloni   
La vasta produzione storiografica di Tony Judt è l’espressione del percorso umano e intellettuale di uno dei più lucidi studiosi degli ultimi decenni; la sua riflessione sul tempo presente e sui diversi percorsi della storia si incrocia e in alcuni casi si sovrappone con l’esperienza biografica soggettiva.
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È la cultura che è in crisi
di Stefano Velotti   

Ciclicamente la cultura dichiara l’emergenza di una sua “crisi”. Che tali emergenze e relative denuncie si ripetano nei decenni e, forse, nei secoli, non toglie nulla alla loro serietà. C’è anche chi sostiene che la cultura coincida con una sorta di crisi permanente, richiamandosi al fatto che “crisi” viene dalla stessa radice greca di “critica” e di “criterio”, e rimanda non solo alla sfera medica (al “crinale critico” dell’evolversi di una malattia, al suo punto dxi svolta), ma anche al “distinguere” e “giudicare” (krinein).

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