N. 179 - Maggio 2015
Scritto da redazione   

Apertura
Fuga di morte e altre poesie
di Paul Celan a cura di Luigi Reitani

Persuasioni
Podemos e la democrazia
di Jordi Borja - Jihad, sulla pelle dei musulmani di Giuliano Battiston - La zona grigia, tra l’Isis e Primo Levi di Alessandro Leogrande - “American Sniper” visto dall’Iraq di Domenico Chirico - Da Selma a Montgomery, 50 anni dopo di Silvia Giagnoni - Le minacce agli amministratori di Gianfranco Bettin, con Riccardo Bottazzo - Gioco d’azzardo, un paradosso italiano di Alberto Grossi - Disobbedire alla Storia di Gianfranco Bettin

Arte e parte
Due incontri con Emmanuel Carrère

Una storia che ci riguarda
incontro con Nicola Lagioia - Cosa significa essere cristiani? incontro con Gabriella Caramore - Perché amo il cinema di Emmanuel Carrère
René Vautier, Fanny Colonna: l’Algeria di ieri e quella di oggi
di Andrea Brazzoduro - Omaggio a José Emilio Pacheco di Fernando del Paso

Opere/giorni
Judith Malina e il Living Theatre
di Piergiorgio Giacchè - Ricordo di Renato Solmi di Luca Baranelli - Claudio Morganti legge Campana di Graziano Graziani - Il cinema di Frederick Wiseman di Stefano Fedele - Ritratto di Manuel de Oliveira di Paolo Mereghetti - Il film d’esordio di Laura Bispuri di Dario Zonta  - Nanni Moretti allo specchio di Emiliano Morreale - Come si disegna un soldato di Alessio Trabacchini - Un romanzo di Angelo Fiore di Marcello Benfante - I revenants di Luciano Curreri di Gabriele Fichera - Ricordo di Lidia Croce di Goffredo Fofi

Letto, visto, ascoltato
Andrej Platonov, Eric Ambler, Raul Montanari, Pier Antonio Quarantotti Gambini / Bennett Miller, Yimou Zhang

Il racconto
La galleria
di Andrea Gianinazzi - Elettrocardiodramma di Leonardo Capuano - La raccolta di Daniele Rielli

La copertina di questo numero è di Michele Rocchetti; le illustrazioni sono di George Herriman (1880-1944), per rendere omaggio a “Krazy Kat”, il più geniale fumetto delle origini; i disegni in apertura di sezione sono di Oreste Zevola; il logo è di Mimmo Paladino.

 
Podemos e la democratizzazione della democrazia
Scritto da Jordi Borja   

traduzione di Valentina Idini

In Spagna, così come in altri paesi d’Europa, lo scenario politico si presenta vuoto, nonostante in esso si muovano fantasmi di un tempo passato, che – si spera – non potrà più tornare. I vecchi attori transitano per la scena, gesticolano senza grazia e senza senso, declamano una retorica antica che non interesserebbe e alla quale neppure crederebbe il pubblico, se vi fosse presente. In realtà, il teatro della politica è senza pubblico semplicemente perché manca l’opera. Gli attori rimangono in scena unicamente per sopravvivere, per contendersi quel che resta del naufragio. Sono i resti di una democrazia imperfetta e incompiuta, degenerata in un’oligarchia politica autistica, a volte corrotta, quasi sempre in preda all’ansia di sopravvivere: un’oligarchia economica speculativa e depredatrice senz’altro scopo che il lucro, culturalmente meschina e socialmente sfruttatrice.

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Jihad, sulla pelle dei musulmani
Scritto da Giuliano Battiston   

Lo Stato islamico? “Un gruppo di terroristi principianti”. Nel gennaio del 2014 Barack Obama non sembra avere dubbi. I jihadisti guidati da Abu Bakr al-Baghdadi non rappresentano un serio pericolo, spiega il presidente degli Stati Uniti al direttore del “New Yorker”, lo storico settimanale della sinistra liberal americana. Leggendo quell’intervista, molti lettori si sentono rassicurati. Qualcun altro si preoccupa. Tra questi c’è Hassan Hassan. Nato ad Albu Kamal, cittadina siriana adagiata sulla sponda occidentale dell’Eufrate, lungo il poroso confine con l’Iraq, Hassan Hassan è autore insieme al giornalista Michael Weiss di Isis. Inside the Army of Terror (Simon & Schuster 2015).

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Judith Malina e il Living Theatre
Scritto da Piergiorgio Giacchè   

Judith Malina si è spenta. Chi l’ha vista accendersi in scena e fuori scena sa che – come in altri rari casi di rari attori – il verbo spengere è più adatto e corretto del morire. Judith era una delle due luci del gruppo teatrale più importante che ci sia stato al mondo nel secondo Novecento. Non è una questione di storia ma di arte, e non c’è comparazione che tenga: quello che ha fatto e soprattutto quello che è stato il Living Theatre non è comparabile con nessun altro fenomeno o noumeno della più lunga e luminosa stagione di teatro che dagli anni cinquanta almeno fino agli ottanta ha regalato le rivelazioni e le rivoluzioni migliori. Forse è stato il più lungo canto del cigno di un’arte scenica morente, che magari ancora si dibatte e perfino si rinnova, ma è come se fosse davvero e da tempo “spenta”.

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Cosa significa essere cristiani?
Scritto da Emmanuel Carrère   

incontro con Gabriella Caramore
traduzione di Serenella Bronzini

La domenica di Pasqua, il giorno in cui i cristiani, rimodellando il racconto della Pasqua ebraica,  celebrano il ritorno dal regno degli inferi del loro Signore, la liberazione dalla morte, la promessa, per tutti, di una restituzione di vita piena dopo aver varcato la soglia della vita, è sempre una buona occasione per interrogarsi su quell’enigma che è la resurrezione: il centro della fede dei credenti, ma, di fatto, un evento che i quattro Evangeli descrivono in maniera più sfumata, più allusiva, più interrogativa rispetto a quanto la dottrina nei secoli ha poi via via elaborato.

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Nanni Moretti allo specchio
Scritto da Emiliano Morreale   

Più che come film privato, autobiografico, concepito all’indomani di un lutto personale, l’ultimo lavoro di Nanni Moretti è interessante come confessione aperta di inadeguatezza e di confusione, personale ma non solo, da parte del regista. In questo, il film somiglia ben poco a La stanza del figlio, altro film su un lutto. Perché lì si trattava dell’irruzione di un evento traumatico (e il film era, a leggerla contropelo, la storia di padri che uccidono i figli, che li digeriscono e rinascono a nuova vita), qui invece di un evento dolorosamente “naturale”, il sereno spegnersi nel proprio letto, di una persona anziana.

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