N. 181 Luglio 2015
Scritto da Redazione   

Apertura
Per un teatro povero
di Jerzy Grotowski a cura di Carla Pollastrelli

Persuasioni
Le nuova legge elettorale italiana
di Gaetano Azzariti - La Lega e la debolezza del Pd di Alessandro Leogrande - Lavoratori “usa e getta” di Sbilanciamoci! - Chi ha paura dei contadini? di Pier Paolo Poggio - Cosa cambia in Turchia di Lea Nocera - La vittoria della destra in Gran Bretagna di Roberto Festa - Fabbrica globale e suicidi operai in Cina di Mimmo Perrotta - Srebrenica, vent’anni dopo di Mimmo Lombezzi - L’Europa a Sarajevo di Alexander Langer - Nuovi movimenti sociali in Israele di Joseph Zeira, incontro con Alberto Fierro e Bruno Montesano

Arte e parte
L’Africa di Ngugi wa Thiong’o

Un canto di sfida
di Alessandro Triulzi - La pedagogia della lingua madre di Franca Cavagnoli - La storia è bella dal basso di Ngugi wa Thiong’o incontro con Maria Paola Guarducci - Senza ombra di dubbio di Ngugi wa Thiong’o

Tanpinar e l’identità turca
Un sismografo beffardo
di Fabio Salomoni - Paura dei libri di Ahmet Hamdi Tanpinar - Monolite di Ahmet Hamdi Tanpinar

Teatro Italia 2015 di Rodolfo Sacchettini

 

Opere/giorni
La Resistenza di Claudio Pavone
di Toni Rovatti - Serena Vitale: la fine di Majakovskij di Nicola Lagioia - Doctorow, un grande ritorno Vittorio Giacopini - Cannes cambia pelle di Paolo Mereghetti - La Louisiana di Minervini di Goffredo Fofi - Un saggio su Shakespeare di Paolo Bertinetti - Le poesie di Kavafis di Alida Airaghi - Toni Morrison, amatissima di Ginevra Lavalier - Anna Felder al confine con l’Italia di Sara Honegger - Mazzoni, un saggio nichilista di Marco Gatto - Ancora su “Charlie” di Manuele Fior - Il digitale secondo Baronciani di Emilio Varrà - Ragazze sarde a Roma di Bastiana Madau
Premio “Lo straniero” 2015

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Sulla legge elettorale
Scritto da Gaetano Azzariti   

Una pessima legge elettorale è stata approvata dal Parlamento. Si sono discusse altrove le ragioni politiche (l’esclusivo interesse di – una parte di – un solo partito, l’accordo – poi tradito – contratto in privato tra due leader, l’arroganza e il ricatto che ha contrassegnato l’approvazione in sede parlamentare) e tecniche (l’incostituzionalità di molte sue parti, l’irrazionalità complessiva del sistema elettorale, gli squilibri normativi, l’uso disinvolto dei regolamenti e le forzature parlamentari manifestatesi in fase di approvazione della legge) che giustificano questo giudizio. Vorrei qui riflettere sulle ragioni più propriamente culturali che si pongono a fondamento di una legge che sembra avere come suo scopo principale la riduzione ai minimi termini della rappresentanza e del pluralismo politico, a favore di una perenne e mai appagata esigenza di governabilità comunque e in ogni caso. E, alla radice del problema culturale, v’è la questione dei modelli di democrazia.

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Cosa cambia in Turchia
Scritto da Lea Nocera   

Gli ultimi due giorni che hanno preceduto le elezioni politiche del 7 giugno in Turchia sono stati accompagnati da una strana calma, apparente. Tutti stavano con il fiato sospeso. La bomba esplosa a Diyarbakir, nel pieno di un affollato comizio del partito dell’Hdp, noto per il suo legame con i curdi, il venerdì prima del voto, aveva atterrito molti. Tre morti, alcuni parlavano di quattro, oltre trecento feriti di cui molti gravi. La campagna elettorale, già molto aggressiva, appariva oramai ai suoi estremi.

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Un canto di sfida
Scritto da Alessandro Triulzi   

Aveva dieci o undici anni quando per la prima volta, ricorda Ngugi (Homecoming, 1972, p. 48), udì provenire da un convoglio di contadini espulsi dalla loro terra un canto di donne che sfidavano in lingua gikuyu le autorità che le portavano via a forza dai luoghi ora riservati ai bianchi: “Grande sarà la gioia/ quando la nostra terra ci verrà restituita/ perché il Kenya è la terra delle gente nera… E voi, figli nostri… un giorno caccerete da questa terra/ la razza degli uomini bianchi/ perché, veramente, il Kenya è il paese dei neri.”

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Srebrenica, vent’anni dopo
Scritto da Mimmo Lombezzi   

Vent’anni dopo, la fattoria di Kravica, borgata serba a pochi chilometri da Srebrenica, mostra ancora le pareti trapanate dai kalashnikov e ancora oggi va visitata con prudenza. Il giornalista che mi accompagna, musulmano di Sarajevo, dice che, filmandola, potremmo “suscitare reazioni” fra i contadini che la usano come deposito per i trattori.
A pochi chilometri da qui, un cartello in cirillico all’ingresso di un villaggio avverte: “Anche per dio è dura aver a che fare con gente come noi!”

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Pavone: la Resistenza “sofferta”
Scritto da Toni Rovatti   

La mia Resistenza di Claudio Pavone (Donzelli), dato alle stampe in occasione delle celebrazioni per il settantesimo anniversario della Liberazione, è il racconto di un’esperienza privata. A tal punto personale e intima da produrre nel lettore un istintivo sentimento di pudore di fronte a una narrazione soggettiva che ripercorre con onestà chiari e scuri, aspettative e contraddizioni della propria individuale esperienza degli anni della lotta di Liberazione.

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