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Cristina Ubax Ali Farah è nata a Verona nel 1973 da padre somalo e madre italiana. Dal 1976 al 1991 ha vissuto a Mogadiscio, da dove è stata costretta a fuggire a causa della guerra civile scoppiata nel paese. Dal 1997 è a Roma. Redattrice di “el Ghibli” e “Caffè”, ha pubblicato racconti e poesie in diverse antologie. Il suo romanzo “Madre piccola” è in uscita da Frassinelli. Alba spumosa, ci sorprendesti offuscati e soli, Mentre andavamo per sempre. Io, sulla camionetta sudicia e un involucro prezioso tra le braccia. Fissavo attonita i fucili appoggiati sulle spalle. Guerriglieri accompagnavano il nostro addio. E la sabbia ricopriva tutto. Tra le dune scivolose, rare capanne. Uscivano gridando i bambini e le donne tendevano il braccio. Aspetta. Questo è l’estremo saluto. Ancora l’angoscia non ha invaso i loro volti. Ne percepisco il sentore. Ora mi accorgo di avere le labbra salate. Ma il cielo è terso, limpido, ceruleo. Fuggo dalla morte e la porto con me. Se non fosse per il viso sereno dei fanciulli. Lontano si delinea l’Oceano. E vedo, ferruginosa e pesante, un’ottusa nave da guerra. Un guerrigliero alza il mantello rosso al vento, l’altro afferra due lembi. Ondeggia fluttuante come pesce marino, il mantello rosso. E si alza, dall’ottusa nave da guerra, una libellula d’acciaio. Mio padre dice: “L’elicottero sarà qui tra poco, corri.” Ma le mie gambe si muovono a stento. Da poche ore tenera pulsante creatura è sorta dal mio ventre. Ora stringo al petto il prezioso involucro. La libellula si alza. Mio padre gesticola frenetico. Ma non sento la sua voce. E mi giro. Vedo il guerrigliero con il mantello rosso. È molto giovane, come me. Forse ha diciotto anni. E nasconde il torace con il mantello rosso. Sorride. “Ora tornerà a prendere anche te” mi dice. “E tu non vieni?” La sua testa ondeggia. Come il mantello rosso. E tiene il fucile a tracolla. Ma il sorriso è candido, aperto, innocuo. Nella libellula, circondata da pareti d’acciaio, osservo per l’ultima volta. E vedo un lungo cordone di guerriglieri circondare la spiaggia. Poi al centro un mantello rosso. Che fluttua, si contorce, si allarga. Ubax Cristina Ali Farah
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