Premio Premio 1993 – Città di Castello (PG)
Premio 1993 – Città di Castello (PG)

GIURIA

Presidente: Piergiorgio Giacchè

Giurati: Stefano Benni, Gianfranco Bettin, Stefano De Matteis, Goffredo Fofi, Gad Lerner, Paolo Mereghetti, Georgette Rinaldi, Silvio Soldini. Con il patrocinio del Comune e della Provincia di Perugia e del Consiglio Regionale dell’Umbria.


 

Iaia Forte

Nata a Napoli nel 1963 ha esordito in teatro con Leo de Berardinis per poi lavorare a lungo con il gruppo Teatri Uniti insieme a Toni Servillo e Mario Martone. Successivamente ha recitato con la regia di Carlo Cecchi, Federico Tiezzi e Luca Ronconi. Con Pappi Corsicato - con cui ha debuttato sul grande schermo con Libera - ha interpretato anche I buchi neri, I vesuviani e Chimera. Inoltre ha lavorato con Maurizio Nichetti, Marco Ferreri, Tonino De Bernardi, Mario Martone, Renato De Maria e Marco Risi. Insieme a Clara Gebbia lavora a progetti ideati e prodotti dalla compagnia Teatro Iaia.

La motivazione: Giovanissima, passa con grande semplicità e facilità dal teatro – dove è stata tra l’altro cointerprete di Rasoi di Enzo Moscato, messo in scena da Martone e Servillo, e di Zingari di Raffaele Viviani, messo in scena dal solo Servillo al cinema – dove si è affermata nei tre episodi che compongono Libera, di Pappi Corsicato. La versatilità e la vivacità della sua recitazione in questo film ne fanno un’interprete unica tra gli attori della sua generazione che pure è ricca di nuovi talenti nel cinema (per fare altri nomi che vogliamo almeno menzionare: Sabrina Ferilli, Asia Argento, Carlotta Natoli, Antonella Ponziani, Stefano Dionisi, Marco Manchisi e altri ancora). La varietà del registro espressivo di Iaia Forte, dal comico al drammatico, dal parodistico all’epico, rifulge altresì in teatro, dove va segnalata la sua appartenenza a un collettivo che non soffoca i talenti dei singoli ma anzisembra potenziarli come è a Napoli quello dei Teatri Uniti.


Rinaldo Gianola

È nato nel 1956 a Milano, dove vive e lavora. Giornalista, ha lavorato in diverse radio e quotidiani italiani (Radio Canale96, Radio Popolare, “Il Sole 24 ORE”, “La stampa”, “la Repubblica”). Attualmente è vicedirettore dell’“Unità”. Dopo Senza fabbrica, ha pubblicato con Baldini Castoldi e Dalai, a partire dal 1996: L’illusione del mercato - Il grande inganno delle privatizzazioni e McDonald’s, una storia italiana - scritto con Mario Resca - Luraghi, l’uomo che inventò la Giulietta e Il Dizionario della New Economy. Del 2006 è il libro intervista con Roberto Colaninno Primo tempo. Olivetti, Telecom, Piaggio: una storia privata di 10 anni di capitalismo italiano (Rizzoli).


La motivazione: È un esempio purtroppo raro nel campo del giornalismo italiano. Viene come molti giornalisti oggi affermatissimi, dalle esperienze del dopo ’68, in particolare da quella di Radio Popolare a Milano; ma al contrario di molti, Gianola non ha mirato al successo e al divismo e si è specializzato in un campo dove forse era più arduo mantenere un’integrità professionale, quello del giornalismo economico. La sua inchiesta sulla crisi e le trasformazioni della nostra industria e di conseguenza sulla perdita di peso e di centralità politica della questione operaia (pubblicata da Baldini & Castoldi con il titolo Senza fabbrica, affronta situazioni diverse da Marghera a Taranto, da Ivrea a Melfi, dalla Sardegna a Carpi da Lambiate a Genova, a Pontedera… Ne risulta un quadro animatissimo della nostra economia e della nostra società. Pianola si è recato sul posto, ha intervistato più testimoni e protagonisti possibili, con un massimo di onestà e al contempo di partecipazione. In un momento in cui i media appaiono più condizionati e superficiali, un lavoro come il suo fa ben sperare su una nuova generazione di giornalisti seri e coscienti delle responsabilità e del proprio mestiere.


 

Almamegretta

Formatosi nel 1991 il gruppo propone una miscela di reggae, rhythm & blues, canzoni napoletane e nenie arabe. Il primo album, Anima migrante, è del 1993; sono seguiti, tra il 1995 e il 2006, Sanacore, Lingo, 4/4, Imaginaria, Sciuoglie ’e cane, Dubfellas. Nel 2004, dopo l’uscita del primo video-singolo Preta d’oro, durante il tour invernale muore in un incidente stradale Stefano Facchielli alias “D.RaD”, il fondatore. Il gruppo ha proseguito nel proprio progetto in suo omaggio.

La motivazione: Il gruppo musicale è al suo secondo disco in distribuzione in questi giorni. Nato a Napoli, da poco più di un anno si è imposto per la sua singolare e attualissima commistione di influenze. Come indica il suo nome (“alma megretta” è l’anima degli antichi troubadour) esso parte dalla tradizione napoletana già rinnovata da cantanti come Pino Daniele, da jazzisti come Daniele Sepe e altri, e vi inserisce echi di altre musiche e di altre culture: dall’araba alla caraibica, dall’africana alla statunitense in un singolare confronto e assorbimento dentro forme nuove. La sua è una musica interetnica, aperta, curiosa degli altri e tuttavia fortemente radicata nell’identità partenopea.


 

Casba

Fondata nel 1987 da Marcello Benfante (tra i collaboratori Roberto Alajmo, Francesco Giambrone, Alessandro Rais e altri) come rivista “dell’immagine e dell’immaginario”, nel 1992, in seguito alle stragi mafiose in cui perirono i giudici Falcone e Borsellino, si è trasformata in un periodico militante e di denuncia che ha dato voce all’altra Palermo impegnata in una massiccia, ma effimera, rivolta morale, culturale e politica contro Cosa Nostra. Diretta da Francesco Giambrone, la rivista ha cessato le pubblicazioni nel 1995.


La motivazione: È una rivista palermitana nata alcuni anni fa con una impostazione letteraria culturale. La sua redazione ha reagito allo choc dei delitti Falcone e Borsellino con una radicale presa di coscienza delle responsabilità degli intellettuali e ha iniziato da allora una ricerca di gruppo sui problemi sociali e politici della Sicilia attenta anche ai problemi del sud del mondo. In primo piano ovviamente, nel suo progetto situa la lotta alla criminalità mafiosa e alle sue collusioni con la politica. Questo non le ha fatto dimenticare l’importanza della letteratura e dell’arte. “Casba” è una delle molte nuove riviste siciliane che affiancano l’ormai consolidata esperienza di “Segno”, l’agrigentina “Suddovest”, la trapanese “Il pungolo”, la catanese “Città dell’utopia”, la palermitana “Città dell’uomo”. Segnalando l’esperienza di “Casba” intendiamo sottolineare la significatività di un fenomeno che non sembra avere corrispettivi in Italia e l’importanza della ripresa di un lavoro collettivo e della moltiplicazione degli interventi di gruppo, essenziale per la proposta di una presenza morale nella politica e nella cultura.