| Premio 1996 – Roma |
GiuriaPresidente: Goffredo Fofi Premiati
Arturo CirilloNato a Napoli nel 1968, dopo l’apprendistato teatrale come attore nella compagnia di Carlo Cecchi tra il 1993 e il 1998 - Leonce e Lena, La locandiera, la trilogia shakespeariana di Amleto, Sogno di una notte di mezz’estate, Misura per misura - si è dato alla regia dove, dopo autori contemporanei come Lars Noren e Israel Horovitz, si è impegnato prima nella rivisitazione della tradizione napoletana, con Scarpetta e Ruccello, poi in allestimenti di Copi e Molière. Nel 2007 ha debuttato il suo Don Fausto, una farsa di Antonio Petito. La motivazione: Attore teatrale napoletano, si è messo in luce in ruoli importanti negli spettacoli di Carlo Cecchi e in altri per una sua vena tra poetico-funambolica e comico-grottesca, particolarmente adatta a interpretare gli autori del teatro contemporaneo e i loro maestri, muovendosi con solido e arguto istinto tra tradizione e modernità come tra inquietudine e humour.Gabriella GiandelliMilanese, del 1963, ha cominciato a pubblicare fumetti nell’84 sulla rivista “Alter Alter”, su testi di Lilia Ambrosi per poi collaborare con i maggiori periodoci di genere italiani e stranieri. Sono successivi Silent Blanket, Hanno aspettato un pò poi se ne sono andate, Interiorae, che la vedono anche autrice dei testi. Collabora come illustratrice con diversi giornali e riviste e realizza copertine di libri per Il Melangolo, Einaudi, Mondadori, Baldini & Castoldi. Ha creato anche oggetti di design e decori per stoffe, e si occupa di illustrazioni per l’infanzia: per Topipittori ha illustrato A scuola principessa di Giovanna Zoboli e per Mondadori ha creato il coniglietto Milo, la cui serie di libri è diventata anche un cartone animato. La motivazione: Autrice di testo e immagini di storie a fumetti – tra cui la più recente e nota è Silent Blanket (Granata Press) – che rinnova la tradizione del noir in chiave esistenziale e con venature fantastiche, è la figura più rappresentativa e nuova di un settore particolarmente importante nella cultura giovanile recente, anche se trascurato dai media, un settore che annovera molti nomi femminili di valore. Alberto GiulianiNato a Pesaro nel 1975, vive e lavora a Milano e ha iniziato a fotografare nell’87. Con i suoi scatti ha documentato i grandi eventi tragici del nostro tempo dalla diaspora del popolo Tibetano, alla guerra in Afghanistan, dalla crisi economica Argentina alle sterilizzazioni forzate in Perù. Nel progetto Next to nothing, sviluppato a partire dal 1999, ha raccolto visioni dalle regioni più remote del mondo. Nel 2003 ha realizzato le immagini di P0 PHOTO per Pirelli, in mostra alla Permanente di Milano.
ManoFondata a Bologna nel 1996 la rivista è uscita con sette numeri interrompendo nel 2002 le pubblicazioni. Nelle sue pagine si sono concentrati materiali di respiro internazionale: testi da Deleuze, Queneau, Artaud; disegni di Marlene Dumas, Rosmarie Trockel, Margherita Manzelli, Romeo Castellucci, Julie Doucet, Raymond Pettibon; fumetti di David B., David Mazzucchelli, Francesca Ghermandi, Tex Avery, Ben Katchor, Gipi, James Sturm. I due fondatori della rivista hanno continuato separatamente il loro percorso creativo: Giovanna Anceschi è nel 2003 tra i creatori di Domestica art agency, struttura di supporto alla creazione visiva e dal 2005 si impegna a tempo pieno nello studio delle cactacee in habitat, dedicandosi alle ricerche sul campo in Sudamerica; Ricci ha proseguito nel disegno con collaborazioni ed esposizioni in Italia e all’estero, dal 2003 è direttore artistico di “Bianco & Nero”, e insegna al Dams di Gorizia e all’Università delle Arti Applicate di Amburgo dove risiede. La motivazione: Rivista bolognese di “fumetti, scritti, disegni” è stata fondata da Maria Giovanna Anceschi e Stefano Ricci, che la editano e dirigono con dedizione e passione. Ricci è anche autore di alcuni album di grande interesse, ed è uno dei più originali tra i nuovi talenti del nostro fumetto. “Mano” propone lavori di grandi artisti internazionali assieme a storie e disegni di autori italiani, alcuni assai noti e altri esordienti. L’attenzione alle immagini non esclude quella per le parole e la rivista si pone sin da ora come un punto di riferimento indispensabile per i cultori di grafica, fumetto e disegno, non solo italiani.
Tiziano ScarpaNato nel 1963 è narratore, drammaturgo e poeta. Numerose le sue pubblicazioni tra il 1998 e il 2007: Corpo, Amore®, Cosa voglio da te, Cos’è questo fracasso? (Einaudi); Amami con illustrazioni di Massimo Giacon (Mondadori); Kamikaze d’Occidente (Rizzoli); le poesie di Nelle galassie oggi come oggi. Covers (Einaudi), scritte in collaborazione con Aldo Nove e Raul Montanari, sono state portate in scena dai tre autori nei teatri italiani. Ha anche sceneggiato fumetti ed è autore di radiodrammi, testi teatrali, testi per la canzone e l’opera lirica. La motivazione: Veneziano, ha esordito nel romanzo dopo un cauto esercizio della critica, con Occhi sulla graticola (Einaudi), che unisce alla brillantezza formale e all’abile e giocosa costruzione letteraria una spregiudicata capacità di narrare la cultura, i gusti, i sentimenti, la solitudine dei giovani della sua generazione. Lo differenzia dalla recente produzione “alla Pulp Fiction” una straordinaria preparazione linguistica e un’acuta sensibilità per l’inautentico. Roberta TorreRegista cinematografica, nata nel 1962, dopo aver girato diversi cortometraggi in video ha fondato una piccola casa di produzione, la Anonimi & Indipendenti, con la quale ha prodotto la maggior parte dei suoi lavori. Tra le sue pellicole a carattere musicale, Tano da morire e Sud Side Stori, musical con Mario Merola e Little Tony che prende piede da Romeo e Giulietta. A quattro mani con Massimo D’Anolfi ha invece scritto Angela. È del 2006 il noir Mare nero con Luigi Lo Cascio e Anna Mouglalis.
Emanuele Valenti
La motivazione: Attore napoletano, ha interpretato in teatro ruoli difficili e ambigui a fianco di Enzo Moscato e per altri registi. Con intuitiva consapevolezza poetica e con dolce autorevolezza, Valenti si inserisce in una certa tradizione del teatro napoletano, quella dei Ruccello, Neiwiller, Moscato, alla quale offre la sua presenza insolita, magica, conturbante. |

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