Premio Premio 2003 - Tricase (LE)
Premio 2003 - Tricase (LE)

Giuria

Presidente: Goffredo Fofi

Giurati: Maurizio Braucci, Marisa Bulgheroni, Bruna Filippi, Piergiorgio Giacchè, Nicola Lagioia, Alessandro Leogrande, Emiliano Morreale, Maria Nadotti, Fausta Orecchio, Georgette Ranucci, Paola Splendore, Luisa Viglietti, Edoardo Winspeare. Con il concorso del Comune di Tricase (Le) e del Festival Negroamaro. Qui nasce, all’interno del Premio, il riconoscimento dedicato a Carmelo Bene.

Premiati


Enrico Bossan

Nato a Dolo nel 1956, vive a Padova. Dall’85 pubblica su riviste nazionali e internazionali e ha intrapreso numerosi viaggi-reportage; tra il ’98 e il 2003 si è dedicato particolarmente all’Africa grazie ai progetti legati ai Medici con l’Africa Cuamm. Insegna al master in Giornalismo dell’Università di Padova ed è a capo del dipartimento di fotografia di Fabrica. Nel corso del 2007 ha assunto la direzione di “Colors Magazine”.

La motivazione: Fotografo, ha realizzato in Sudafrica, Mozambico, Malawi, Tanzania, Uganda, Rwanda e Africa, un grande lavoro in sintonia con un’associazione di medici italiani, che senza nascondere i problemi che affliggono il continente ne esalta la vitalità e la bellezza, le somiglianze e le diversità con le nostre società, usando magistralmente il colore.


Teatrino Clandestino

 

Il gruppo si è costituito a Bologna nel 1989. Tra gli spettacoli, 2000-2007, oltre a Iliade: Otello, Hedda Gabler, La Bestemmiatrice, Madre e Assassina e Ossigeno. Il gruppo realizza anche laboratori, produzioni video e opere cinematografiche tra cui il video Prima l’immagine, poi il titolo e il film 2 volte a te, entrambi autoprodotti.

La motivazione: Bolognese, fondato e animato da Pietro Babina e Fiorenza Menni, è uno dei più seri laboratori di ricerca teatrale in Italia e ha realizzato opere di forte mediazione con il cinema ispirate a un’originale rilettura di testi classici, da Shakespeare a Ibsen, al più recente Iliade.


Antonio Pascale

 

Nato a Napoli nel 1966, è cresciuto a Caserta, ha pubblicato per Einaudi nel 2005 il romanzo Passa la bellezza e per Minimum fax nel 2006 S’è fatta ora. Ha inoltre curato per Minimum fax Best off, antologia di testi apparsi sulle migliori riviste letterarie italiane. Pubblica racconti su “Nuovi Argomenti” e sul quotidiano “la Repubblica”.

La motivazione: Ha scritto due brevi libri di osservazione e racconto – La città distratta e La manutenzione degli affetti (Einaudi) – descrivendo la nuova provincia italiana e la nuova piccola borghesia che la popola, senza acrimonia e senza chiamarsi fuori del gioco ma con esplicita precisione di giudizio, nella linea che è stata in Italia, dei Brancati più che dei Levi.


Maria Pace Ottieri

 

Vive a Milano dove è nata nel 1953. Collabora al quotidiano “l’Unità” e al settimanale “Diario”. Ha lavorato per la televisione nel settore dei documentari e ha tradotto libri dal francese e dall’inglese per le principali case editrici italiane. Oltre ad Amore Nero, Stranieri, Quando sei nato non puoi più nasconderti (a cui si è ispirato l’omonimo film di Marco Tullio Giordana) ha scritto per Nottetempo Abbandonami. È del 2006 Ricchi tra i poveri (Longanesi).

La motivazione: Già autrice di Amore nero (Mondadori) e Stranieri (Rizzoli) ha condotto un’inchiesta senza ipocrisie e prevenzioni sugli immigrati in Italia – Quando sei nato non puoi più nasconderti (Nottetempo) – muovendosi dal Sud al Nord, e vedendo nella condizione dell’immigrato lo specchio della nostra, mai così sradicata, irrequieta e confusa nella ricerca di nuovi equilibri.


Roberta Mazzanti

 

Nata a Milano nel 1953, oltre alla collana Astrea ha inaugurato per Giunti – dal 2007, insieme con Francesca Lazzarato – Giunti Blu, collana dedicata alla narrativa internazionale contemporanea.

La motivazione: Studiosa di letteratura anglo-americana, ha ideato coordinato diretto per quasi vent’anni la sola collana di scrittrici sopravvissuta agli anni del femminismo, Astrea (per le edizioni Giunti), facendo conoscere i nuovi nomi della letteratura mondiale, in particolare dalle nazioni meno frequentate o dove la condizione della donna è più grave, scegliendo secondo principi di verità e di qualità.


L’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Venezia

 

La motivazione: Attivo in particolare a Mestre e Marghera, ha elaborato su spinta del vicesindaco Gianfranco Bettin, di Beppe Caccia e di un gruppo di operatori particolarmente persuasi, modelli di intervento sui problemi dell’ambiente, dell’immigrazione, della droga, della prostituzione eccetera, il cui esempio più Comuni hanno imitato e tutti dovrebbero imitare.


La Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme

 

Nata nel 1976, l’associazione continua la sua attività di assistenza sociale e sanitaria, di informazione sui diritti e sui servizi, di formazione, di animazione territoriale, di tutela e valorizzazione dell’ambiente, di difesa dei diritti civili, di costruzione di reti locali, regionali, nazionali e internazionali.

La motivazione: Fondata da don Giacomo Panizza (venuto dalle fabbriche del bresciano e passato per la Comunità di Capodarco) insieme a Nunzia Coppedè, Marina Galati, Angela Regio e tanti altri, ha affrontato un lavoro sul territorio allargandosi in più direzioni (handicap, sanità, tossicodipendenze, zingari, patti territoriali per il sociale eccetera) diventando un punto di riferimento fondamentale per tutta la Calabria.


Daniele Ciprì e Franco Maresco

 

Il sodalizio dei due artisti palermitani - Ciprì (1962), Maresco (1958) - risale al 1986 con la produzione di cortometraggi in video e programmi sperimentali per la televisione tra cui: Isole comprese; la collaborazione con Raitre nei programmi Blob, Fuori Orario e Avanzi; la serie Cinico TV e la trasmissione Cielito lindo. Tra i film è del ’95 Lo zio di Brooklyn cui sono seguiti Totò che visse due volte, A Memoria, Noi e il Duca - Quando Ellington suonò a Palermo, Enzo domani a Palermo!, Il ritorno di Cagliostro e Come inguaiammo il cinema italiano, film documentario su Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Per la televisione inoltre, tra il 2006 e il 2007, I migliori nani della nostra vita e Ai confini della pietà.

Premio Carmelo Bene a Daniele Ciprì e Franco Maresco, per aver resistito dentro un sistema politico e spettacolare particolarmente mediocri e corrotti, cercando e proponendo un cinema-arte fuori da mode e schemi benché attento a grandi lezioni (da Pirandello a Buñuel a Pasolini al cinema Usa più classico) narrando in modi barocchi e visionari un mondo di emarginati, che è la filigrana del mondo.