| Premio 2002 - Santarcangelo di Romagna (RN) |
GiuriaPresidente: Paola Splendore Giurati: Maurizio Braucci, Goffredo Fofi, Piergiorgio Giacchè, Alessandro Leogrande, Emiliano Morreale, Maria Nadotti, Monica Nonno, Fausta Orecchio, Dario Zonta. Con la collaborazione di Santarcangelo dei Teatri PremiatiGianni PacinottiNato nel 1963, vive tra la Toscana e Parigi. Dal ’92 realizza racconti illustrati e storie a fumetti, di cui è autore anche dei testi, pubblicando su “Cuore”, “Blue”, “Il Clandestino”, “Boxer”, “il manifesto”, “Lo Straniero”, “Black” e collabora come illustratore con “la Repubblica”. Ha fondato nel 2000 l’etichetta Santa Maria Video con la quale realizza cortometraggi in video. Ha pubblicato per Coconino Press tra il 2004 e il 2006: Appunti per una storia di guerra, Esterno notte, Gli innocenti, Questa è la stanza, Hanno ritrovato la macchina, S. La motivazione: In arte Gipi, pisano, perché è uscito finalmente allo scoperto su riviste come “Black” e “Mano” dimostrando a tutti quello che pochi avevano intuito: essere egli un grande talento del fumetto d’autore mosso da una singolare tenerezza per i suoi antieroi, da una insolita attenzione per il paesaggio e la luce, da uno straordinario controllo delle tecniche del disegno. Vitaliano Trevisan Nato a Sandrigo nel 1960, ha esordito per Theoria nel ’97 con Un mondo meraviglioso (ristampato successivamente da Einaudi) cui è seguito Trio senza pianoforte/oscillazioni. Dopo I quindicimila passi ha pubblicato per Sironi Standards vol.I e wordstar(s), e per Einaudi Shorts. Con Matteo Garrone e Massimo Gaudioso ha scritto nel 2003 il film Primo amore di cui è anche protagonista. Per il teatro ha scritto Solo Rh e adattato Giulietta da Federico Fellini per Michela Cescon. La motivazione: Vicentino, per il suo romanzo I quindicimila passi (Einaudi) che racconta la disperante e ricca provincia italiana di oggi con freddo furore e sa veicolare la tradizione narrativa su terreni più ambigui e contemporanei, facendo incontrare al romanzo le potenzialità dei “generi”. Nicola LagioiaNato nel 1973 ha pubblicato tra il 2003 e il 2006 racconti in varie antologie, tra cui Patrie impure (Rizzoli), La qualità dell’aria (Minimum fax) che ha curato assieme a Christian Raimo, Semi di fico d’India (Nuovadimensione) e Periferie (Laterza). 2005 dopo Cristo è il romanzo firmato con il nome collettivo di Babette Factory (Einaudi). Sempre nel 2005 è uscito per Fazi il saggio Babbo Natale. Ovvero come la Coca-Cola ha colonizzato il nostro immaginario collettivo. Collabora per diverse riviste e giornali. Dirige Nichel, la collana di letteratura italiana di Minimum fax. La motivazione: Barese, per aver ritrovato in Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi) (Minimum fax) un’insolita vena “manganelliana” ironica e autoironica, che gioca con la letteratura per troppo amore della stessa, narrando al contempo l’eterna storia di una formazione sentimentale. Nina Di MajoNata nel 1975, ha iniziato a lavorare nel teatro e nel cinema dal ’93 come aiuto regista, collaborando con Mario Martone per L’amore molesto, La salita (episodio de I vesuviani) e Teatro di guerra. Ha debuttato come regista nel ’97 con il video Brandelli, cui sono seguiti i cortometraggi Era una notte buia e tempestosa e Spalle al muro, oltre alla videoinchiesta Napoli e le donne per la terza rete della Rai. Autunno è il suo primo lungometraggio, seguito da L’inverno. La motivazione: Napoletana, per i suoi durissimi film Autunno e L’inverno, quest’ultimo in particolare poco amato dal pubblico e dalla critica, che non sanno accettare visioni del mondo borghese, italiano, occidentale così poco compiacenti, e la ricerca di uno stile ostinatamene controcorrente. Matteo Garrone Nato a Roma nel 1968, dopo L’imbalsamatore ha realizzato nel 2003 Primo amore. Attualmente sta girando il film tratto dal romanzo Gomorra di Roberto Saviano. La motivazione: Romano, per aver affrontato dopo alcuni interessanti esercizi documentari alla scoperta dei mondi marginali della capitale (teatranti, immigrati, sbandati…) con L’imbalsamatore una storia desunta dalla cronaca ma trasformata in un melodramma d’amore e morte segnato da un grande rispetto per i personaggi sullo sfondo di un’Italia degradata. KinkaleriComposizione eterogenea di attori, danzatori, architetti e videomaker che collaborano senza ruoli prefissati alla progettazione, creazione e gestione del lavoro teatrale, il gruppo nasce nel 1995 a Firenze fondato da Matteo Bambi, Luca Camilletti, Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco e Cristina Rizzo. In repertorio spettacoli teatrali, performance, installazioni, video, sonorizzazioni, allestimenti e pubblicazioni: lo spettacolo ha vinto un premio Ubu nel 2002. La motivazione: Fiorentini, per l’ammirevole coordinamento di gruppo dentro forme teatrali austere dai mezzi scabri e intensi dove la danza è ritmo nascosto della realtà e una sottile distanza crea le necessarie dissonanze. Fanny & AlexanderFondato nel 1992 da Luigi de Angelis e Chiara Lagani, il gruppo realizza eventi diversi: spettacoli teatrali, video, installazioni, mostre fotografiche, convegni e ha dato vita dal 2000 allo spazio Ardis Hall. Tra le produzioni più significative, tra il 2003 e il 2007: Alice vietato >18 anni, il progetto triennale Ada, cronaca familiare (ciclo tratto da Nabokov), Heliogabalus, Amore. È del 2007 la coproduzione di teatro musicale col Macedonian Opera and Ballet e Kampnagel Hamburg Dorothy. Sconcerto per Oz. La motivazione: Ravennati, un gruppo teatrale che ha abbandonato spericolatamente un sentiero per loro già sicuro e cercato con Requiem un nuovo territorio in cui spazio natura immagine musica voce corpo possano integrarsi in una poesia che sposta il mito verso di noi con tutta l’incandescenza oggi possibile. Cristina VentrucciNata a Cesena nel 1965, si muove tra l’organizzazione teatrale, l’editoria e la scrittura critica. Fa parte di Ravenna Teatro occupandosi in particolare del progetto di teatro contemporaneo Nobodaddy. Collabora con la casa editrice Ubulibri e con le riviste “Lo Straniero” e “Hystrio”. Ha pubblicato con Renata Molinari il volume Certi prototipi di teatro (Ubulibri) e per la Mondadori ha curato la sezione teatrale di Exit. La motivazione: Ravennate, uno dei critici teatrali delle ultime generazioni più attenti all’evoluzione del nuovo, più rispettosi del lavoro dei gruppi, e sempre capace di collegare l’attività teorica con quella pratica. |

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