Premio Premio 1999 - Napoli
Premio 1999 - Napoli

Giuria

Presidente: Antonio Biasucci

Giurati: Pappi Corsicato, Goffredo Fofi, Iaia Forte, Alessandra Francioni, Piergiorgio Giacchè, Roberto Koch, Stefano de Matteis, Monica Nonno, Fausta Orecchio, Georgette Ranucci, Stefano Ricci. Il premio di un milione di lire per ogni persona o gruppo premiato è stato prodotto da una sottoscrizione tra gli ex premiati ed è stato assegnato presso il Damm, zona occupata e autogestita del quartiere Montesanto di Napoli, dopo una conversazione di Gianfranco Schiavone sul problema dei profughi e prima di un happening musicale di Rosario Giuliani.

 

Premiati


Giuseppe Montesano

Scrittore napoletano del 1959 ha esordito nel ’96 con il romanzo A capofitto edito da Sottotraccia e ripreso nel 2001 da Mondadori, con cui ha in seguito pubblicato Il ribelle in guanti rosa. Charles Baudelaire; per Feltrinelli ha dato alle stampe Di questa vita menzognera e Magic people. Tra i racconti, L’ultima lezione, inserito nei Racconti Italiani della seconda metà del ’900 (Mondadori) e Incontri in pieno giorno, nell’antologia Scrittori d’Europa (Bonanno Editore). Si è interessato in particolare di scrittori francesi tra Romanticismo e Surrealismo e ha tradotto La Fontaine, Gautier, Flaubert, Villiers de L’Isle-Adam. Con Giovanni Raboni ha curato l’edizione dei Meridiani dedicata a Baudelaire. Collabora a “Il Messaggero”, “Il Mattino”, “Diario”.

 
La motivazione: Autore, con Nel corpo di Napoli (Mondadori), del più originale romanzo della stagione, che – lungo una direttrice comico-grottesca di stampo gaddiano e “russo” – ha saputo raccontare una Napoli inedita e visionaria, di piccoli megalomani acculturati alla ricerca di un’impossibile pietra filosofale dentro il disastro delle sottoculture “colte” prodotte dalle università e dai media.


Aleksandar Zograf

Nato a Sasa Rakezic nel 1963, è autore di numerosi lavori pubblicati in tutto il mondo. In Italia si è affermato nel 2001 con Saluti dalla Serbia (Punto Zero) e per lo stesso editore ha realizzato Lettere dalla Serbia e Psiconauta. I suoi fumetti sono stati pubblicati in Italia da “Kerosene”, “Black Velvet”, Centro Fumetto Andrea Pazienza e sul sito internet “Osservatorio sui Balcani”; in Serbia escono settimanalmente sulla rivista belgradese “Vreme”. Una cartolina da Pancevo, raccolta di lavori pubblicati negli Stati Uniti da Fantagraphics e Top Shelf, è apparso nel 2007 su “Internazionale”.

La motivazione: Giovane disegnatore della ex-Jugoslavia che con le “storie” a fumetti pubblicate da “Mano” e con i fax inviati al “manifesto” nel corso dell’ultima guerra tra Nato e Serbia, ha descritto visivamente, con partecipe dolore, le difficoltà di crescere e vivere in una parte del mondo particolarmente tormentatata e di mantenervi la capacità di ragionare e di esprimersi.


Vittorio Giacopini

Nato a Roma nel 1961, dopo Scrittori contro la politica, ha scritto per Eleuthera Una guerra di carta. Il Kosovo e gli intellettuali e Noglobal tra rivolta e retorica, per L’ancora del mediterraneo Viaggiatori senza biglietto, per Minimum fax Fuori dal sistema, il linguaggio della protesta e per e/o Al posto della libertà. Breve storia di John Coltrane.

La motivazione: Saggista, autore con Scrittori contro la politica (Bollati Boringhieri), di una bella serie di ritratti di maestri – da Camus a Chiaromonte, da Hannah Arendt a George Orwell, da Dwight Macdonald al giovane Carlo Levi – che hanno interpretato in modi particolarmente attuali le difficoltà e gli inganni del loro tempo e paradossalmente anche del nostro tempo.


Gianfranco Schiavone

Triestino, del 1964, è fondatore dell’Ics, per il quale è responsabile del settore Asilo; fa parte del direttivo dell’Asgi ed è responsabile immigrazione della Regione Friuli Venezia Giulia; ha fatto parte del gruppo operativo nazionale dell’Associazione per la pace.

La motivazione: Rappresentante e animatore del Centro di prima accoglienza per richiedenti asilo Ricceri di Trieste, aderente all’Ics (Consorzio italiano di solidarietà), tra i più attivi e decisi nell’organizzare l’assistenza ai profughi, in particolare in questi mesi di guerra, provenienti dal nostro vicino Est.


Motus

Gruppo teatrale fondato a Rimini nel 1990 ha attinto la propria iniziale ispirazione da Beckett, Bacon, Baudrillard e Ballard, (L’occhio belva, Catrame, O.F. ovvero Orlando Furioso impunemente eseguito da Motus), sperimentando nuove forme di fruizione (Splendid’s, di Genet, si svolgeva in camere d’albergo). È seguito, a partire dal 2003, un percorso tratto da Petrolio e Teorema di Pier Paolo Pasolini che ha dato vita agli spettacoli Come un cane senza padrone e L’ospite. Rumore rosa, del 2006, è ispirato a Fassbinder, X (ics) - Racconti crudeli della giovinezza, è il progetto a tappe 2007/2008.

La motivazione: Creato e diretto da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, dopo prove interessanti e provocatorie ha messo in scena un Orlando Furioso. Secondo un’estetica visivo-sonora brillante, memore delle “origini romagnole” (da Fellini a Casadei), ma anche partecipe di un immaginario post-moderno che va dal fumetto alla fotografia alla pittura alla moda, ha affrontato una lettura ironica della crisi del maschio particolarmente segnata da Deleuze e altri analisti della nostra bizzarra e stravolta contemporaneità.


Rosario Giuliani

Nato nel 1967 a Terracina è stato vincitore di diversi premi e protagonista di concerti in tutto il mondo. Ha suonato con musicisti come Keny Wheeler, Randy Brecker, Bob Mintzer, Cedar Walton, Phil Woods, Cameron Brown, e in Italia Enrico Rava, Franco D’Andrea, Giovanni Tommaso, Enrico Pieranunzi. Nel ’96, ha dato vita al Rosario Giuliani Quartet. Ha inciso con la casa discografica francese Dreyfus Jazz tra il 2001 e il 2004: Luggage, Mr Dodo, More than even.

La motivazione: Jazzista, raffinato esecutore solista di sax alto, ha collaborato con i maggiori musicisti italiani e stranieri e ha fondato il Rosario Giuliani Quartet, con il quale ha registrato dischi di originale e accattivante vitalità come l’ultimo Tension, nel quale insieme al suo quartetto propone temi jazzistici tratti da film italiani.