| Premio 1998 - Roma |
GiuriaPresidente: Maria Nadotti Giurati: Stefano Benni, Marco Cassini, Goffredo Fofi, Piergiorgio Giacchè, Vittorio Giacopini, Roberto Koch, Fabián Negrín, Monica Nonno, Fausta Orecchio, Georgette Ranucci, Gennaro Tesone. Con il contributo e la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura, dell’Assessorato per le Politiche Giovanili e del sistema Biblioteche del Comune di Roma. PremiatiGiosuè CalaciuraNato nel 1961, collabora con quotidiani e riviste, tra cui “l’Ora” di Palermo. Ha raccontato la sua città in romanzi come Malacarne e Sgobbo (Baldini & Castoldi). Ha scritto inoltre La figlia perduta. La favola dello slum (Bompiani), Urbi et orbi (Baldini Castoldi Dalai) e racconti apparsi su “Il Sole 24 ORE”, “Nuovi argomenti” e nelle antologie Luna nuova (Argo edizioni), I disertori e Stile libero (Einaudi). Ha realizzato per Radiotre un documentario intitolato La lingua sul marciapiede, dedicato ai cibi da strada nella cultura palermitana. Per il teatro ha scritto I botti di Santa Rosalia, messo in scena con la regia di Antonio Capuano. La motivazione: Scrittore e giornalista palermitano, ha esordito con un romanzo di barocca e funebre visionarietà, Malacarne, edito da Baldini & Castoldi, che rinnova la complessa storia della letteratura sul male e sulla mafia con ricca invenzione linguistica, rifuggendo dalle mode minimaliste o populiste e contribuendo in modo forte e originale alla nascita di una nuova letteratura siciliana e meridionale. Giovanni MadernaNato a Milano nel 1973 si è accostato al lungometraggio nel ’99 con Questo è il giardino, premiato a Venezia, cui è seguito Ho il rifiuto, codiretto con Carolina Freschi. Il suo secondo film L’amore imperfetto vede come protagonista Enrico Lo Verso. Nel 2006, per Schopenhauer, ha iniziato un sodalizio con la produttrice Gabriella Manfrè con la quale ha creato la società di produzione Invisibile. La motivazione: Regista video e cinematografico milanese, è autore di documentari (Ritratto di Milano) e cortometraggi di fiction (La place, Jahilia, Dolce stil novo) nei quali ha narrato, con sensibilità, misura, rispetto, fuori da ogni superficialità d’epoca, la difficoltà del vivere nel mondo degli adolescenti e dei giovani, il confronto tra marginalità, le problematiche psicologiche e morali che sottendono le scelte della vita quotidiana in questa fine di secolo. Onze Vive e lavora a Roma, dove è nato nel 1967. Ha iniziato a pubblicare tra l’88 e l’89 con “il manifesto”. I suoi lavori sono apparsi in diverse riviste e quotidiani tra cui “Dolce Vita”, “Rockstar”, “Blue”, “Alias”, “Nessuno tocchi Caino”, “Internazionale”, “Linea d’ombra”, “Corriere della Sera”, “Liberazione”. Ha disegnato copertine per volumi editi da Mondadori e Feltrinelli. Dal ’99 è illustratore del mensile “Fuoriluogo”, e dal 2001 del settimanale “Donna Moderna”. La motivazione: Pseudonimo di Stefano Centonze, disegnatore e illustratore romano: in un periodo in cui non sono molti i nuovi nomi validi dell’illustrazione, e quei pochi sono, se fuori dai canoni correnti, penalizzati dalla sordità del mercato, scava nelle zone d’ombra dell’immaginario del nostro tempo ecletticamente agganciandosi a esperienze diverse dell’arte e del fumetto contemporaneo. Massimo SciaccaNato nel 1965, dal ’90 si occupa di fotogiornalismo. Nel ’93 ha realizzato un ampio reportage sulla vita della gioventù bosniaca sotto assedio. Ha seguito il conflitto in Kurdistan e in Kosovo, i moti rivoluzionari in Albania e i disordini a Timor Est. Collabora con “Panorama”, “Sette” e molte altre testate. Il suo lungo lavoro sugli squatter, i giovani artisti e non che vivono nei centri sociali in Italia, è stato rappresentato in diverse mostre. La motivazione: Fotografo bolognese, ha lavorato sui centri sociali e sull’emarginazione giovanile; le sue foto sull’Albania hanno avuto un notevole riscontro internazionale, culminato con il premio “World Press Photo” del 1998. Si è inserito nella tradizione classica dei fotoreportage con uno stile personale, deciso e coinvolto, che rende le sue immagini (prese in forti momenti di tensione) particolarmente incisive. Il Damm Lo spazio è occupato e autogestito dal 25 agosto 1995. Autodefinito “Zone Multiple Autogestite” (Damm sta per Diego Armando Maradona Montesanto), il centro ospita laboratori, incontri, rassegne di cinema e teatro e progetti di approccio alternativo nelle scuole elementari per l’infanzia a rischio. Il gruppo di autogestione si finanzia organizzando feste e concerti e produce “Il Ventagliere”, un giornale di controinfomazione di quartiere. Tra le autoproduzioni figurano anche diversi video: La rivoluzione non è più quella e Serial Killer ’Ro’ccaffè, entrambi per la regia di Fiore; Zhao, a cura di Maurizio Braucci e Sandro Scippa; Plutone è lontano, regia di Massimo D’Anolfi; Il ladro, di Sergio Vitolo. La motivazione: Gruppo che anima l’omonimo centro sociale occupato nel quartiere di Montesanto a Napoli, composto tra gli altri da Maurizio Braucci, Luca Rossomando, Antonella Monetti, Renata Pepicelli, Sergio Vitolo, Grazia Pagetto, Enzo Barone, Giovanni Zoppoli, Fabrizio Rocco, Massimo D’Anolfi, è attivo da tre anni in una zona centrale, dove il confronto tra “la città dei ricchi e la città dei poveri” appare spesso esplosivo; le sue attività “esterne”, e “interne” – corsi, spettacoli, concerti, incontri, laboratori – e un’intenso contatto con i bambini si muovono con autonomia fuori da ogni intervento assistenziale e da ogni coinvolgimento istituzionale, puntando sull’autoproduzione e sulla “produzione di socialità”. Due recenti opuscoli (Storia spettacolare di Guyelmo el Pesado che voleva rovesciare il mondo e Prove & convivenza al confine tra due città) ne dimostrano la vitalità teorica e culturale. Libera mente Fondato a Napoli nel 1992, il gruppo ha prodotto, per la regia di Davide Iodice, I giganti. Favola per gente ferma da Pirandello, I bambini della città di K dalla Trilogia di Agota Kristof, Psicosi 4:48 di Sara Kane, La bellezza. Per La tempesta. Dormiti gallina dormiti, da Shakespeare, ha ricevuto nel ’98 un premio Ubu speciale per la ricerca. La motivazione: Collettivo teatrale napoletano, animato da Davide Iodice e di cui fanno o hanno fatto parte tra gli altri Cristina Ventrone, Sergio Longobardi, Monica Nappo, Igor Niego, Marina Rippa, Raffaele Di Florio, Massimo Staich, realizza spettacoli (talora nati nelle strade) dove testo, musica, mimica e recitazione producono risultati di grande vivacità, simpatia e poesia, rinnovando una tradizione di spettacolo popolare che non evita però l’incontro con autori più difficili e “intellettuali” da Koltès a Ghelderode, ed esprime una sensibilità di precise radici meridionali. |

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