Premio Premio 1997 - Roma
Premio 1997 - Roma

Giuria

Presidente: Roberto Koch

Giurati: Stefano Benni, Marisa Bulgheroni, Goffredo Fofi, Iaia Forte, Maria Ida Gaeta, Piergiorgio Giacchè, Vittorio Giacopini, Marcello Lorrai, Paolo Mereghetti, Maria Nadotti, Fausta Orecchio, Georgette Ranucci, Gennaro Tesone, Gianluigi Toccafondo. Con il contributo e la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura, dell’Assessorato per le Politiche giovanili e del Sistema Biblioteche del Comune di Roma.

“Pur se in presenza di notevoli esordi letterari, la giuria non ha voluto segnalare nessuno dei giovani scrittori delle ultime leve, sia per la difficoltà della scelta, sia per l’interesse forse eccessivo dedicato loro dai media, sia per la quantità di premi che riguardano, chissà perché, i giovani scrittori più di qualsiasi altra categoria di artisti loro coetanei”.

Premiati


Valerio Binasco

Nato ad Alessandria nel 1965 ha esordito in teatro nel 1987. Nel corso della sua carriera ha affrontato un repertorio che va da Shakespeare e Goldoni fino a Beckett e Pinter, spesso sotto la direzione di Carlo Cecchi. Nel 1997 si è accostato alla regia teatrale con Bar di Spiro Scimone. Tra le regie successive figurano testi di Thomas Vinterberg, Ludmilla Razumovskaja, Giovanni Testori, Natalia Ginzburg e Conor McPherson. L’esordio cinematografico risale al 1999 con La vita altrui di Michele Sordillo. Successivamente ha lavorato con Guido Chiesa, Cristina Comencini, Fausto Paravidino, Gianluca Maria Lavarelli.

La motivazione: Attore, si è imposto nella passata stagione al fianco di Carlo Cecchi in Finale di partita, nel ruolo delicatissimo del servo Clov, e, ancora con la regia di Cecchi, grande formatore di attori, in uno straordinario Amleto che è stato possibile vedere sinora solo a Palermo, nello scenario di rovine del Teatro Garibaldi. E il suo Amleto è stato il più giovane e tormentato, nostro contemporaneo, più di ogni altro tra i tanti recenti.


Francesca Ghermandi

Vive e lavora a Bologna dove è nata nel 1964. Collabora come disegnatrice e fumettista con numerose testate e case editrici realizzando anche lavori di animazione tra cui la sigla per la 62a Biennale Cinema di Venezia. Ha pubblicato, tra il 1993 e il 2007, Hiawata Pete (Granata Press), Helter Skelter (Phoenix), Pasticca (Einaudi), Quella teppa dei miei amichetti (Mazzotta), Un’estate a Tombstone (Comics), Grenuord (Coconino Press) precedentemente stampato negli Stati Uniti da Fantagraphics Books.

La motivazione: Disegnatrice, fumettista, nonostante il brutto momento che attraversa il fumetto d’autore e l’assenza di riviste adeguate ha ostinatamente tenuto alto il livello di una ricerca che si lega a quella dei migliori, e tiene conto delle acquisizioni della pittura più viva allo stesso modo che valorizza la ricerca grafica e l’originalità e libertà delle soluzioni narrative.


Guglielmo Minervini

Nato a Molfetta nel 1961, ha fondato nel 1985 la Casa per la Pace diventando consigliere nazionale di Pax Christi battendosi anche per il riconoscimento dei diritti degli obiettori di coscienza. Dal 1994 al 2000 è stato sindaco di Molfetta e ha raccontato la sua esperienza nel libro Mar Comune. Figura tra i fondatori del movimento nazionale Centocittà, ha contribuito alla nascita dei Democratici e della Margherita dei quali è stato coordinatore regionale. Alle amministrative del 2005 è stato eletto nel Consiglio Regionale della Puglia.

La motivazione: Ha diretto dal Sud pugliese, da Molfetta, una delle più animose piccole case editrici di oggi, La Meridiana, fondata con lui da una eccezionale figura di prete e profeta, don Tonino Bello. Segnalando la casa editrice, che produce opere di intervento religioso, sociale, economico, antropologico, la giuria intende ricordare anche l’attività prevalente di Minervini, quella di sindaco del suo paese. Egli è uno dei protagonisti del risveglio culturale e politico nel Sud di questi anni, che ha la sua punta più avanzata in molti sindaci di comunità piccole e medie.


Ferzan Ozpetek

Nato a Istanbul nel 1959, Harem Suare è il suo secondo film. Seguono tra il 2000 e il 2004 Le fate ignoranti e Cuore sacro. Con i successivi La finestra di fronte e Saturno contro ha ricevuto diversi premi in Italia e all’estero. Nel 2008 esce Un giorno perfetto, tratto dal romanzo di Melania Mazzucco.

La motivazione: Turco, residente da anni in Italia, ha esordito come regista cinematografico dopo un apprendistato di aiuto regista, con Il bagno turco che ha raccontato il rapporto tra l’Italia di oggi, travolta dalla sete del consumo e dalla smania dell’apparire, e la sua Istanbul, dove sopravvive un’antica cultura popolare simile a quella cui noi abbiamo voltato le spalle. Per la misura morale della regia e nonostante le incertezze o sommarietà formali, Ozpetek va controtendenza e rappresenta il primo caso importante di autore “straniero” che “scrive” nella nostra lingua.


Luca Rastello

Torinese, classe 1961, è giornalista di “la Repubblica” e inviato di “Diario”. Ha lavorato nei Balcani, nel Caucaso, in Asia centrale, Africa e Sudamerica. Da oltre un decennio opera nel campo della cooperazione internazionale e delle organizzazioni no-profit. Sulle contraddizioni di questo lavoro nelle guerre jugoslave degli anni Novanta ha pubblicato La guerra in casa (Einaudi). Nel 2006 è uscito il suo primo romanzo, Piove all’insù (Bollati Boringhieri), che attraversa la storia dell’Italia degli anni Settanta.

La motivazione: Slavista e critico letterario per “L’indice”, già condirettore della rivista letteraria “L’opera al rosso”, si è dedicato nel corso del conflitto nella ex-Jugoslavia all’organizzazione diretta di aiuti e mediazioni con quella situazione, lavorando dall’interno del Gruppo Abele torinese. Per esso ha coordinato il lavoro della rivista “Narcomafie” e, di recente, dell’ultimissimo bollettino di informazioni sul mondo del disagio e del volontariato “Aspe”. È il rapporto tra cultura e nuove forme di prassi sociale e politica che premiando Rastello la giuria intende ricordare e valorizzare.